Ciao, una domanda per chi può rispondermi al volo: perché ci sono biblioteche che non hanno aderito al SBN? Che motivazioni hanno?
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Telegrafico: rapporto costi-benefici.
Quanto ai benefici, cito un esempio personale: nel 2009 le biblioteche scientifiche della nostra università, che al tempo erano ancora fuori SBN, si opposero all'ingresso perché sostenevano che le loro collezioni erano talmente specifiche che non avrebbero tratto vantaggio dalla catalogazione partecipata ("tanto questi libri li abbiamo solo noi", ecc.)
E
Il giorno 12 luglio 2013 10:20, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Ciao, una domanda per chi può rispondermi al volo: perché ci sono biblioteche che non hanno aderito al SBN? Che motivazioni hanno?
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Cari amici di Tropico,
non si può rispondere al volo perché le motivazioni sono molto varie e anzi: sarebbe semmai interessante oggi e poi periodicamente, fare delle inchieste per capire quali sono le motivazioni, che sono sciuramente varie. Insomma: la cosa merita una analisi seria con raccolta di dati quantitativi e interviste approfondite. Però bisogna innanzitutto ricordare una cosa: quando a inizio maggio è scoppiata la questione SBN c'è chi ha voluto indicare nel numero di circa 5000 biblioteche oggi aderenti una dimostrazione di insuccesso se paragonato al numero totale di biblioteche italiane. Ma questo sarebbe sbagliatissimo perché semmai è un successo, dato che non esiste in stati esteri un simile aggregazione. Questo lo dico per suggerire di evitare qualsiasi semplificazione.
Se quindi ci proponiamo di non semplificare e nessuna questione merita un appoccio approssimativo, dovremmo condurre una indagine seria.
Giusto però per dare un'idea della varietà di situazioni e di motivazioni possibili: 1) fino a circa il 2005/2006 l'adesione alla rete SBN comportava l'obbligo di usare una rosa di possibili software da cui erano esclusi moltissimi prodotti, sia nazionali che internazionali. Questo perché il colloquio tra biblioteche e Indice SBN dipendeva dall'uso di prodotti che avessero adottato il protocollo di comunicazione SBN, un protocollo solo italiano e quindi dipendeva da accordi con l'ICCU ecc.: insomma la cosa richiedeva una necessaria trafila che le ditte di gestionali per biblioteca potevano non avere voglia di fare per tanti motivi (chi ha seguito la nascita di SBN racconta anche che una importantissima ditta internazionale che all'epoca voleva inserirsi sul mercato italiano, ci provò per un po' di tempo ma fu scoraggiata, se non ostacolata, e finì per rinunciare). Inoltre la partecipazione a SBN comportava l'obbligo di usare un formato di catalogazione solo italiano. Pertanto: le biblioteche che non vedevano vantaggi nell'adeguarsi, che preferivano scegliere il software liberamente e magari usare un formato di catalogazione internazionale, rinununciarono.
2) la rinuncia negli anni '90, quando SBN muoveva i primi passi, poteva anche essere dovuta al fatto che magari le performance tecniche dei sistemi lasciavano a desiderare. Pertanto ci fu chi giudicò la cosa come causa di inefficienze rispetto ai flussi di lavoro di una biblioteca.
Il fatto che solo intorno al 2005 il colloquio con l'Indice SBN sia stato aperto ad altri software non SBN-nativi grazie all'adozione di un protocollo di comunicazioone chiamato SBN-MARC che è di nuovo solo italiano, ma che ha il vantaggio di essere basato su XML e adotta la tecnologia dei web services, ha aperto opportunità di partecipazione a qualunque ditta, se vuole. Per cui anche a chi negli anni '90 non desiderava sottostare alle condizioni basate sul software e sul formato di catalogazione, oggi può fare un'altra scelta. Pertanto da circa 7 anni le biblioteche che usano software non SBN-nativi e che usano formati standard di catalogazione come UNIMARC o MARC21 possono partecipare. Così per es. la rete delle biblioteche ecclesiastiche italiane che usa il software EOSWeb e cataloga in MARC21 ha creato un proprio Polo SBN e invia le notizie in Indice (se ne è parlato su questa lista a proposito dei problemi dello Z39.50 per chi cataloga in MARC21).
Tuttavia è anche vero che chi negli anni '90 si era tenuto fuori, spesso mantiene anche oggi la posizione iniziale, senza rivederla.
Se parlassimo di un candidato politico potremmo usare per SBN questo giudizio: è stato "dividente": cioè ha diviso le biblioteche italiane in PRO e in CONTRO. E capire perché è successo non sarebbe facilisimmo se si scordassimo l'attitudine antipragmatica e ideologica che è molto diffusa in Italia ad ogni livello, anche nelle biblioteche. Ancora oggi so che ho colleghi nelle università che stanno fuori da SBN e guardano con sufficienza chi sta in SBN (ma attenzione: non dico che tutti quelli che stanno fuori hanno questo atteggiamento, naturalmente).
Credo (anche se non ho fatto una stima recentissima) che se si guarda le università italiana circa il 50% stia fuori da SBN e molte di queste realtà sono private (es.: Bocconi; Cattolica; LIUC; LUISS; Libera Università di Bolzano). Tra l'altro abbiamo visto la scorsa settimana che anche i colleghi della Cattolica ci leggono quindi sarebbe interessante avere una loro impressione. Io ho lavorato per 3 anni in una università che all'epoca era in parte in SBN (Torino); e per successivi 5 anni in una università (Ca' Foscari a Venezia) che era voluta rimanere fuori da SBN per giudizi legati al software ecc. Nel 2010 ho spinto molto per l'ingresso di Ca' Foscair in SBN e la cosa è avvenuta creando in parte entusiasmi e in parte forti resistenze, che credo adesso si siano molto stemperate. Proprio perché non erano frutto di un atteggiamento pragmatico. La mia visuale è quindi sui due mondi e posso dire che mi ha insegnato che l'adesione a SBN è una cosa da valutare pragmaticamente: in certi casi può forse essere sensato stare fuori; in altri casi crea svantaggi. Dipende dalle situazioni, dalle persone, dalle opprotunità: insomma, da tanti fattori. L'importante è identificarli e capirli.
Spero di aver dato un'idea che la cosa non può assolutamente essere trattata con rapidità e semplificazioni.
ciao
Pierfranco Minsenti
Il giorno 12 luglio 2013 10:20, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Ciao, una domanda per chi può rispondermi al volo: perché ci sono biblioteche che non hanno aderito al SBN? Che motivazioni hanno?
f
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se si guarda le università italiana circa il 50% stia fuori da SBN
Ieri e' stato presentata l'Indagine statistica sulle biblioteche pubbliche degli enti territoriali italiani promossa dal Centro per il libro e la lettura e dall’Associazione Italiana Biblioteche.
C'e' anche una domanda che riguarda l'adesione al Sistema Bibliotecario Nazionale. La metà delle biblioteche intervistate dichiara di non aderire al Sistema Bibliotecario Nazionale, cosa che conferma in qualche modo le stime di Minsenti:
- Sì, 41,84% - No, 49,97% - Non indicato, 8,19%
Andrea
-- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Ciao,
nei commenti all'articolo sul Tropico è saltata fuori la questione della mancata adesione, soprattutto da parte di Serena Sangiorgi http://tropicodellibro.it/notizie/sistema-bibliotecario-nazionale/
Personalmente vi consiglierei di rivolgere la domanda a qualche grosso sistema bibliotecario che non è dentro SBN, ad esempio di quelli che conosco: Provincia di Brescia e Cremona http://rbb.provincia.brescia.it/portal/page/portal/rbb - potete provare a contattare Claudia Bonardelli Regione Val d'Aosta: http://www.regione.vda.it/biblioteche/default_i.asp - potete provare a contattare Ivo Zilio Forse anche CSBNO: http://www.csbno.net/ - credo possiate provare a contattare Rino Clerici
Anche se è bene fare dei distinguo tra il periodo prima del progetto di Evoluzione dell'Indice e la situazione attuale, il problema dei costi resta simile. Se va bene, aderire significa organizzare diversamente i catalogatori, mantenendo lo stesso software, se va male significa cambiare completamente gestionale o pagarci sopra dello sviluppo.
+1 ad una inchiesta in merito, come dice Pierfranco è un tema complesso.
Ciao Giulio
________________________________
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Friday, July 12, 2013 11:03 AM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché? 2) la rinuncia negli anni '90, quando SBN muoveva i primi passi, poteva anche essere dovuta al fatto che magari le performance tecniche dei sistemi lasciavano a desiderare. Pertanto ci fu chi giudicò la cosa come causa di inefficienze rispetto ai flussi di lavoro di una biblioteca.
A questo si collega un altro fatto: finché era in uso il protocollo Indice 1 non era facile entrare in SBN per chi in precedenza avesse fatto un'altra scelta e volesse, come di solito avveniva, portarsi dietro il suo catalogo.
Questo perché il vincolo dell'allineamento tra polo e indice comportava che i dati dovessero essere caricati in indice, con conseguente necessità di controlli sulla presenza delle stesse catalogazione per evitare la creazione di grandi quantità di duplicati (come avvenuto più di una volta prima che i controlli fossero resi più rigorosi). La conseguenza era che rimaneva sempre una certa percentuale di dati che non potevano essere identificati automaticamente in indice e quindi andavano trattati manualmente: nel Polo SBN Ligure abbiamo fatto alcune importazioni e per la nostra esperienza rimaneva fuori circa un terzo del catalogo. Inoltre negli ultimi anni, sempre per evitare duplicati, la procedura aggiungeva localizzazioni ma non creava nuove notizie, per cui le catalogazioni non presenti in indice andavano comunque create a mano (spesso questo era il problema minore, soprattutto per le civiche, visto che riguardava una percentuale bassissima di notizie).
Col protocollo Indice 2 invece è possibile importare tutti i dati in polo (dove verranno creati duplicati che però non inquinano l'indice e quindi danno poco fastidio in catalogazione) e mandarli in indice in seguito per cui, se la procedura di import da unimarc non ha problemi per suo conto, la biblioteca si trova in polo il suo catalogo completo pronto per lavorarci e fornire i servizi.
Non è che in questo modo l'importazione non comporti più alcun lavoro (ad esempio, può essere necessario intervenire sulle collocazioni per adeguarle al modo in cui vengono registrate dall'applicativo di polo) ma non è paragonabile a prima e il risultato è molto migliore.
Beppe Pavoletti
giuseppe.pavoletti@regione.liguria.it
Cioè Beppe Pavoletti, dici che con l'Indice 1 non era possibile avere records solo in locale, solo sul catalogo di Polo, ma tutto, senza residui, doveva essere condiviso con l'Indice?
pierfranco
Il giorno 12 luglio 2013 11:37, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Friday, July 12, 2013 11:03 AM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché?
2) la rinuncia negli anni '90, quando SBN muoveva i primi passi,poteva anche essere dovuta al fatto che magari le performance tecniche dei sistemi lasciavano a desiderare. Pertanto ci fu chi giudicò la cosa come causa di inefficienze rispetto ai flussi di lavoro di una biblioteca.
A questo si collega un altro fatto: finché era in uso il protocollo Indice 1 non era facile entrare in SBN per chi in precedenza avesse fatto un'altra scelta e volesse, come di solito avveniva, portarsi dietro il suo catalogo.
Questo perché il vincolo dell'allineamento tra polo e indice comportava che i dati dovessero essere caricati in indice, con conseguente necessità di controlli sulla presenza delle stesse catalogazione per evitare la creazione di grandi quantità di duplicati (come avvenuto più di una volta prima che i controlli fossero resi più rigorosi). La conseguenza era che rimaneva sempre una certa percentuale di dati che non potevano essere identificati automaticamente in indice e quindi andavano trattati manualmente: nel Polo SBN Ligure abbiamo fatto alcune importazioni e per la nostra esperienza rimaneva fuori circa un terzo del catalogo. Inoltre negli ultimi anni, sempre per evitare duplicati, la procedura aggiungeva localizzazioni ma non creava nuove notizie, per cui le catalogazioni non presenti in indice andavano comunque create a mano (spesso questo era il problema minore, soprattutto per le civiche, visto che riguardava una percentuale bassissima di notizie).
Col protocollo Indice 2 invece è possibile importare tutti i dati in polo (dove verranno creati duplicati che però non inquinano l'indice e quindi danno poco fastidio in catalogazione) e mandarli in indice in seguito per cui, se la procedura di import da unimarc non ha problemi per suo conto, la biblioteca si trova in polo il suo catalogo completo pronto per lavorarci e fornire i servizi.
Non è che in questo modo l'importazione non comporti più alcun lavoro (ad esempio, può essere necessario intervenire sulle collocazioni per adeguarle al modo in cui vengono registrate dall'applicativo di polo) ma non è paragonabile a prima e il risultato è molto migliore.
Beppe Pavoletti
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From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Friday, July 12, 2013 11:49 AM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché? Cioè Beppe Pavoletti, dici che con l'Indice 1 non era possibile avere records solo in locale, solo sul catalogo di Polo, ma tutto, senza residui, doveva essere condiviso con l'Indice?
Se fosse possibile avere record solo in locale dipendeva dal software: ad esempio con Sebina era possibile, con SBN client/server no, ma siccome il flusso di dati previsto dall'architettura SBN era sempre dall'indice al polo (ogni catalogazione o modifica veniva registrata prima in indice e poi passata in polo, come del resto avviene anche ora per la catalogazione condivisa in indice), non c'era un metodo standard per mandare quei dati in indice.
Al massimo poteva esserci un programma che forniva delle funzionalità in questo senso, ad esempio emulando una catalogazione fatta a mano in indice.
Noi in SBN client/server non avevamo niente di questo genere. Anzi qualche volta succedeva che per un errore software o di rete una catalogazione figurasse in polo e non indice, e in questi casi l'unica soluzione era cancellarla e rifarla, perché in indice non si poteva mandare (per fortuna era un problema raro).
Beppe
Puo' essere utile, credo, rileggere questo articolo di Leombroni, che e' un po' lungo ma spiega tante cose sulla genesi di SBN che, di fatto, ci han portato dove siamo oggi. http://bollettino.aib.it/article/view/8310/7421
Il 12 luglio 2013 11:55, Pavoletti Giuseppe Carlo GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Friday, July 12, 2013 11:49 AM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché? Cioè Beppe Pavoletti, dici che con l'Indice 1 non era possibile avere records solo in locale, solo sul catalogo di Polo, ma tutto, senza residui, doveva essere condiviso con l'Indice?Se fosse possibile avere record solo in locale dipendeva dal software: ad esempio con Sebina era possibile, con SBN client/server no, ma siccome il flusso di dati previsto dall'architettura SBN era sempre dall'indice al polo (ogni catalogazione o modifica veniva registrata prima in indice e poi passata in polo, come del resto avviene anche ora per la catalogazione condivisa in indice), non c'era un metodo standard per mandare quei dati in indice.
Al massimo poteva esserci un programma che forniva delle funzionalità in questo senso, ad esempio emulando una catalogazione fatta a mano in indice.
Noi in SBN client/server non avevamo niente di questo genere. Anzi qualche volta succedeva che per un errore software o di rete una catalogazione figurasse in polo e non indice, e in questi casi l'unica soluzione era cancellarla e rifarla, perché in indice non si poteva mandare (per fortuna era un problema raro).
Beppe
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Il giorno 12 luglio 2013 12:01, Giovanna Frigimelica <gfrigimelica@gmail.com
ha scritto:
Puo' essere utile, credo, rileggere questo articolo di Leombroni, che e' un po' lungo ma spiega tante cose sulla genesi di SBN che, di fatto, ci han portato dove siamo oggi. http://bollettino.aib.it/article/view/8310/7421
Beh, non sono molto d'accordo che quell'articolo sia utile per la questione dei costi/sostenibilità di SBN.
Mi pare che questo sia l'articolo critico adatto:
Tommaso Giordano, *Riconfigurare SBN*, in «Biblioteche oggi», 2008, n. 8, pp. 7-12 http://www.bibliotecheoggi.it/2008/20080800701.pdf
Tra l'altro Tommaso Giordano era il collaboratore diretto di Michel Boisset.
Mi meraviglia molto che non sia stato inivitato a Roma. Era collega di Boisset e poteva ricordarlo meglio di Giovanna Merola, come ha fatto nell'articolo apparso su Biblioteche oggi di maggio.
L'articolo di Leombroni non è privo di interesse: ma non contiene né una proposta pratica, concreta, né tanto meno un'analisi di fattibilità. È un articolo di "vision": propone all'AIB di recuperare una idea "politica" di SBN come motore per il miglioramento delle biblioteche italiane. Ma non si pone nessuna domanda se e come sia possibile recuperare questa visione politica con quali
pierfranco
Il 12 luglio 2013 11:55, Pavoletti Giuseppe Carlo GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Pierfranco Minsenti
Sent: Friday, July 12, 2013 11:49 AM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché? Cioè Beppe Pavoletti, dici che con l'Indice 1 non era possibileavere records solo in locale, solo sul catalogo di Polo, ma tutto, senza residui, doveva essere condiviso con l'Indice?
Se fosse possibile avere record solo in locale dipendeva dal software:
ad esempio con Sebina era possibile,
con SBN client/server no, ma siccome il flusso di dati previsto
dall'architettura SBN era sempre dall'indice al polo (ogni
catalogazione o modifica veniva registrata prima in indice e poi passata
in polo, come del resto
avviene anche ora per la catalogazione condivisa in indice), non c'era
un metodo standard per
mandare quei dati in indice.
Al massimo poteva esserci un programma che forniva delle funzionalità in
questo senso, ad esempio
emulando una catalogazione fatta a mano in indice.
Noi in SBN client/server non avevamo niente di questo genere. Anzi
qualche volta succedeva che per un
errore software o di rete una catalogazione figurasse in polo e non
indice, e in questi casi
l'unica soluzione era cancellarla e rifarla, perché in indice non si
poteva mandare (per fortuna
era un problema raro).
Beppe
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-- Giovanna Frigimelica gfrigimelica@gmail.com VRD di biblioteconomia http://www.frigimelica.it/vrd/vrd.htm _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Beh, non sono molto d'accordo che quell'articolo sia utile per la questione dei costi/sostenibilità di SBN.
Lo dicevo in merito alle domande che facevi anche a Pavoletti sulla catalogazione in Polo/Indice etc. E' un riassunto delle puntate precedenti, se vogliamo, l'ho segnalato in quest'ottica.
A Tommaso era stato chiesto di preparare un intervento per ricordare Boisset a Roma, ma poi non è stato più contattato dagli organizzatori.... anche io vorrei capire il perchè sinceramente: la sua è stata un'assenza pesante
Il 12/07/2013 12:16, Pierfranco Minsenti ha scritto:
Il giorno 12 luglio 2013 12:01, Giovanna Frigimelica <gfrigimelica@gmail.com mailto:gfrigimelica@gmail.com> ha scritto:
Puo' essere utile, credo, rileggere questo articolo di Leombroni, che e' un po' lungo ma spiega tante cose sulla genesi di SBN che, di fatto, ci han portato dove siamo oggi. http://bollettino.aib.it/article/view/8310/7421Beh, non sono molto d'accordo che quell'articolo sia utile per la questione dei costi/sostenibilità di SBN.
Mi pare che questo sia l'articolo critico adatto:
Tommaso Giordano, /Riconfigurare SBN/, in «Biblioteche oggi», 2008, n. 8, pp. 7-12 http://www.bibliotecheoggi.it/2008/20080800701.pdf
Tra l'altro Tommaso Giordano era il collaboratore diretto di Michel Boisset.
Mi meraviglia molto che non sia stato inivitato a Roma. Era collega di Boisset e poteva ricordarlo meglio di Giovanna Merola, come ha fatto nell'articolo apparso su Biblioteche oggi di maggio.
L'articolo di Leombroni non è privo di interesse: ma non contiene né una proposta pratica, concreta, né tanto meno un'analisi di fattibilità. È un articolo di "vision": propone all'AIB di recuperare una idea "politica" di SBN come motore per il miglioramento delle biblioteche italiane. Ma non si pone nessuna domanda se e come sia possibile recuperare questa visione politica con quali
pierfranco
Il 12 luglio 2013 11:55, Pavoletti Giuseppe Carlo <GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it <mailto:GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it>> ha scritto: > > > > ________________________________ > > From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it <mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it> [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it <mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it>] On Behalf Of Pierfranco Minsenti > Sent: Friday, July 12, 2013 11:49 AM > To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani > Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché? > > > Cioè Beppe Pavoletti, dici che con l'Indice 1 non era possibile avere records solo in locale, solo sul catalogo di Polo, ma tutto, senza residui, doveva essere condiviso con l'Indice? > > > > Se fosse possibile avere record solo in locale dipendeva dal software: ad esempio con Sebina era possibile, > con SBN client/server no, ma siccome il flusso di dati previsto dall'architettura SBN era sempre dall'indice al polo (ogni > catalogazione o modifica veniva registrata prima in indice e poi passata in polo, come del resto > avviene anche ora per la catalogazione condivisa in indice), non c'era un metodo standard per > mandare quei dati in indice. > > Al massimo poteva esserci un programma che forniva delle funzionalità in questo senso, ad esempio > emulando una catalogazione fatta a mano in indice. > > Noi in SBN client/server non avevamo niente di questo genere. Anzi qualche volta succedeva che per un > errore software o di rete una catalogazione figurasse in polo e non indice, e in questi casi > l'unica soluzione era cancellarla e rifarla, perché in indice non si poteva mandare (per fortuna > era un problema raro). > > Beppe > > _______________________________________________ > Bibliotecari mailing list > Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it <mailto:Bibliotecari@wikimedia.it> > Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari -- Giovanna Frigimelica <gfrigimelica@gmail.com <mailto:gfrigimelica@gmail.com>> VRD di biblioteconomia <http://www.frigimelica.it/vrd/vrd.htm> _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it <mailto:Bibliotecari@wikimedia.it> Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Ciao,
A Tommaso era stato chiesto di preparare un intervento per ricordare Boisset a Roma
per curiosita', chi gliel'aveva chiesto?
Andrea, l'organizzatore ;) -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 12 luglio 2013 12:36, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
A Tommaso era stato chiesto di preparare un intervento per ricordare Boisset a Roma, ma poi non è stato più contattato dagli organizzatori.... anche io vorrei capire il perchè sinceramente: la sua è stata un'assenza pesante
Il 12/07/2013 12:16, Pierfranco Minsenti ha scritto:
Il giorno 12 luglio 2013 12:01, Giovanna Frigimelica gfrigimelica@gmail.com ha scritto:
Puo' essere utile, credo, rileggere questo articolo di Leombroni, che e' un po' lungo ma spiega tante cose sulla genesi di SBN che, di fatto, ci han portato dove siamo oggi. http://bollettino.aib.it/article/view/8310/7421
Beh, non sono molto d'accordo che quell'articolo sia utile per la questione dei costi/sostenibilità di SBN.
Mi pare che questo sia l'articolo critico adatto:
Tommaso Giordano, Riconfigurare SBN, in «Biblioteche oggi», 2008, n. 8, pp. 7-12 http://www.bibliotecheoggi.it/2008/20080800701.pdf
Tra l'altro Tommaso Giordano era il collaboratore diretto di Michel Boisset.
Mi meraviglia molto che non sia stato inivitato a Roma. Era collega di Boisset e poteva ricordarlo meglio di Giovanna Merola, come ha fatto nell'articolo apparso su Biblioteche oggi di maggio.
L'articolo di Leombroni non è privo di interesse: ma non contiene né una proposta pratica, concreta, né tanto meno un'analisi di fattibilità. È un articolo di "vision": propone all'AIB di recuperare una idea "politica" di SBN come motore per il miglioramento delle biblioteche italiane. Ma non si pone nessuna domanda se e come sia possibile recuperare questa visione politica con quali
pierfranco
Il 12 luglio 2013 11:55, Pavoletti Giuseppe Carlo GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it[mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Friday, July 12, 2013 11:49 AM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché?
Cioè Beppe Pavoletti, dici che con l'Indice 1 non era possibileavere records solo in locale, solo sul catalogo di Polo, ma tutto, senza residui, doveva essere condiviso con l'Indice?
Se fosse possibile avere record solo in locale dipendeva dal software: ad esempio con Sebina era possibile, con SBN client/server no, ma siccome il flusso di dati previsto dall'architettura SBN era sempre dall'indice al polo (ogni catalogazione o modifica veniva registrata prima in indice e poi passata in polo, come del resto avviene anche ora per la catalogazione condivisa in indice), non c'era un metodo standard per mandare quei dati in indice.
Al massimo poteva esserci un programma che forniva delle funzionalità in questo senso, ad esempio emulando una catalogazione fatta a mano in indice.
Noi in SBN client/server non avevamo niente di questo genere. Anzi qualche volta succedeva che per un errore software o di rete una catalogazione figurasse in polo e non indice, e in questi casi l'unica soluzione era cancellarla e rifarla, perché in indice non si poteva mandare (per fortuna era un problema raro).
Beppe
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-- Giovanna Frigimelica gfrigimelica@gmail.com VRD di biblioteconomia http://www.frigimelica.it/vrd/vrd.htm _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Andrea, mi informo e ti faccio sapere ... ;)
Il 12/07/2013 12:56, Andrea Marchitelli ha scritto:
Ciao,
A Tommaso era stato chiesto di preparare un intervento per ricordare Boisset a Roma
per curiosita', chi gliel'aveva chiesto?
Andrea, l'organizzatore ;)
Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 12 luglio 2013 12:36, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
A Tommaso era stato chiesto di preparare un intervento per ricordare Boisset a Roma, ma poi non è stato più contattato dagli organizzatori.... anche io vorrei capire il perchè sinceramente: la sua è stata un'assenza pesante
Il 12/07/2013 12:16, Pierfranco Minsenti ha scritto:
Il giorno 12 luglio 2013 12:01, Giovanna Frigimelica gfrigimelica@gmail.com ha scritto:
Puo' essere utile, credo, rileggere questo articolo di Leombroni, che e' un po' lungo ma spiega tante cose sulla genesi di SBN che, di fatto, ci han portato dove siamo oggi. http://bollettino.aib.it/article/view/8310/7421
Beh, non sono molto d'accordo che quell'articolo sia utile per la questione dei costi/sostenibilità di SBN.
Mi pare che questo sia l'articolo critico adatto:
Tommaso Giordano, Riconfigurare SBN, in «Biblioteche oggi», 2008, n. 8, pp. 7-12 http://www.bibliotecheoggi.it/2008/20080800701.pdf
Tra l'altro Tommaso Giordano era il collaboratore diretto di Michel Boisset.
Mi meraviglia molto che non sia stato inivitato a Roma. Era collega di Boisset e poteva ricordarlo meglio di Giovanna Merola, come ha fatto nell'articolo apparso su Biblioteche oggi di maggio.
L'articolo di Leombroni non è privo di interesse: ma non contiene né una proposta pratica, concreta, né tanto meno un'analisi di fattibilità. È un articolo di "vision": propone all'AIB di recuperare una idea "politica" di SBN come motore per il miglioramento delle biblioteche italiane. Ma non si pone nessuna domanda se e come sia possibile recuperare questa visione politica con quali
pierfranco
Il 12 luglio 2013 11:55, Pavoletti Giuseppe Carlo GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it[mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Friday, July 12, 2013 11:49 AM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché?
Cioè Beppe Pavoletti, dici che con l'Indice 1 non era possibileavere records solo in locale, solo sul catalogo di Polo, ma tutto, senza residui, doveva essere condiviso con l'Indice?
Se fosse possibile avere record solo in locale dipendeva dal software: ad esempio con Sebina era possibile, con SBN client/server no, ma siccome il flusso di dati previsto dall'architettura SBN era sempre dall'indice al polo (ogni catalogazione o modifica veniva registrata prima in indice e poi passata in polo, come del resto avviene anche ora per la catalogazione condivisa in indice), non c'era un metodo standard per mandare quei dati in indice.
Al massimo poteva esserci un programma che forniva delle funzionalità in questo senso, ad esempio emulando una catalogazione fatta a mano in indice.
Noi in SBN client/server non avevamo niente di questo genere. Anzi qualche volta succedeva che per un errore software o di rete una catalogazione figurasse in polo e non indice, e in questi casi l'unica soluzione era cancellarla e rifarla, perché in indice non si poteva mandare (per fortuna era un problema raro).
Beppe
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-- Giovanna Frigimelica gfrigimelica@gmail.com VRD di biblioteconomia http://www.frigimelica.it/vrd/vrd.htm _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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Io sarei davvero molto grato a Sabrina Masoli e a quanti di Ifnet volessero spendere 10 minuti per spiegare se e come avviene la catalogazione partecipata in WorldCat. Mi pare che anche prima dell'attuale prodotto ci sia stata la possiiblità di catalogare direttamente in rete sul catalogo collettivo WorldCat. O per meglio dire: che cosa offre WorldCat: 1) quello che so: cioè, dopo il grosos riversamento iniziale, riversamento batch dal catalogo locale a WorldCat su base periodica, tipo 1 volta al mese, di records nuovi che per le biblioteche italiane aderenti viene fatta facendo un upload di file da una certa interfaccia web messa a disposizione di OCLC; 2) ma nel resto del mondo esistono altre possiiblità sul tipo di una catalogazione partecipata, diretta, non qualcosa che consissta in un irversamento batch di files di records?
Mi pareva che altrove esistessero forse dei client o moduli aggiuntivi che consentivano di inviare i records a OCLC già in fase di catalogazione.
Che informazioni ha IFNET in proposito per consentirci di avere una visuale comparata?
pierfranco
Il giorno 12 luglio 2013 11:55, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Friday, July 12, 2013 11:49 AM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché?
Cioè Beppe Pavoletti, dici che con l'Indice 1 non era possibileavere records solo in locale, solo sul catalogo di Polo, ma tutto, senza residui, doveva essere condiviso con l'Indice?
Se fosse possibile avere record solo in locale dipendeva dal software: ad esempio con Sebina era possibile, con SBN client/server no, ma siccome il flusso di dati previsto dall'architettura SBN era sempre dall'indice al polo (ogni catalogazione o modifica veniva registrata prima in indice e poi passata in polo, come del resto avviene anche ora per la catalogazione condivisa in indice), non c'era un metodo standard per mandare quei dati in indice.
Al massimo poteva esserci un programma che forniva delle funzionalità in questo senso, ad esempio emulando una catalogazione fatta a mano in indice.
Noi in SBN client/server non avevamo niente di questo genere. Anzi qualche volta succedeva che per un errore software o di rete una catalogazione figurasse in polo e non indice, e in questi casi l'unica soluzione era cancellarla e rifarla, perché in indice non si poteva mandare (per fortuna era un problema raro).
Beppe
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bisogna distinguere tra WorldCat.org - l'OPAC di WorldCat che rende visibili i record delle biblioteche che aderiscono al servizio WorldCat.org - e "WorldCat" vero e proprio, ovvero il catalogo in cui viene eseguita la catalogazione attraverso il servizio Connexion o CatExpress.
L'aggiornamento del catalogo di una biblioteca che aderisce a WorldCat.org può essere eseguito in varie modalità: 1. sulla base di regolari aggiornamenti con frequenza concordata; 2. utilizzando la catalogazione online di OCLC.
Se la scelta preferita per l'aggiornamento del posseduto è la catalogazione online, le interfacce disponibili possono essere scelte tra Connexion e CatExpress (servizi aggiuntivi a pagamento). Le biblioteche che preferiscono usare un client Z39.50 per la catalogazione devono inviare il posseduto a WorldCat via Z39.505 o via caricamento in batch.
Avete altre domande? Sabrina
Il 12/07/2013 12:04, Pierfranco Minsenti ha scritto:
Io sarei davvero molto grato a Sabrina Masoli e a quanti di Ifnet volessero spendere 10 minuti per spiegare se e come avviene la catalogazione partecipata in WorldCat. Mi pare che anche prima dell'attuale prodotto ci sia stata la possiiblità di catalogare direttamente in rete sul catalogo collettivo WorldCat. O per meglio dire: che cosa offre WorldCat:
- quello che so: cioè, dopo il grosos riversamento iniziale,
riversamento batch dal catalogo locale a WorldCat su base periodica, tipo 1 volta al mese, di records nuovi che per le biblioteche italiane aderenti viene fatta facendo un upload di file da una certa interfaccia web messa a disposizione di OCLC; 2) ma nel resto del mondo esistono altre possiiblità sul tipo di una catalogazione partecipata, diretta, non qualcosa che consissta in un irversamento batch di files di records?
Mi pareva che altrove esistessero forse dei client o moduli aggiuntivi che consentivano di inviare i records a OCLC già in fase di catalogazione.
Che informazioni ha IFNET in proposito per consentirci di avere una visuale comparata?
pierfranco
Il giorno 12 luglio 2013 11:55, Pavoletti Giuseppe Carlo <GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it mailto:GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
________________________________ From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it <mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it> [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it <mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it>] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Friday, July 12, 2013 11:49 AM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché? Cioè Beppe Pavoletti, dici che con l'Indice 1 non era possibile avere records solo in locale, solo sul catalogo di Polo, ma tutto, senza residui, doveva essere condiviso con l'Indice? Se fosse possibile avere record solo in locale dipendeva dal software: ad esempio con Sebina era possibile, con SBN client/server no, ma siccome il flusso di dati previsto dall'architettura SBN era sempre dall'indice al polo (ogni catalogazione o modifica veniva registrata prima in indice e poi passata in polo, come del resto avviene anche ora per la catalogazione condivisa in indice), non c'era un metodo standard per mandare quei dati in indice. Al massimo poteva esserci un programma che forniva delle funzionalità in questo senso, ad esempio emulando una catalogazione fatta a mano in indice. Noi in SBN client/server non avevamo niente di questo genere. Anzi qualche volta succedeva che per un errore software o di rete una catalogazione figurasse in polo e non indice, e in questi casi l'unica soluzione era cancellarla e rifarla, perché in indice non si poteva mandare (per fortuna era un problema raro). Beppe _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it <mailto:Bibliotecari@wikimedia.it> Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
Grazie Sabrina Masoli. Ma per quale è la differenza tra i servizi Connexion o CatExpress? Inoltre: la cosa interessante è capire come sono paragonabili alle funzioni di catalogazione partecipata di SBN. Quindi:
1) il loro uso significa che io con il mio software X creo una notizia che sarà innanzitutto sul mio catalogo locale e che in tempo reale può apparire in WorldCat = catalogo collettivo, sia come notizia bibliografica che come notizia di posseduto? Ma come avvengono gli schiacciamenti tra la mio notizia e una identica che dovesse già si trovarsi in WorldCat nel caso in cui io possa inviare la mia in tempo reale?
Oppure:
2) oppure si fa come in SBN: prima controllo se una notizia esiste in WorldCat, se esiste la scarico sui mio catalogo (ma come? in tempo reale?) e poi ( macome?) in WorldCat aggiungo solo i dati del mio posseduto? Oppire il fato di scaricarla da WolrdCat fa in modo di aggiungere automaticamente in WorldCat l'indicazione della mia localizzazione? Se invece la notizia non dovesse esistere già in WolrdCat la creao e la invio seduta stante a WorldCat?
3) e come è possibile fare modifiche a una notizia che è sì in Worldcat ma magari è da correggere?
4) e per quanto riguarda gli aggiornamenti dei dati di posseduto? Per es. ho fatto scarto ed eliminbato dei libri: come faccio in tempo reale a far eliminare da WorldCat le notizie sul posseduto che ho eliminato?
5) idem per quanto riguarda i serriali: aggiornare in wolrdcat le notizie di consistenza
6) e le notizie di autorità: autori, soggetti, classi, titoli controllati: anche questi tipi di records possono essere creati e condivisi in tempo reale con WorldCat?
Infine: ci sono biblioteche in Italia che lavorano in WorldCat con i servizi Connexion o CatExpress? E in Europa?
pierfranco
Il giorno 12 luglio 2013 12:55, Sabrina Masoli s.masoli@ifnet.it ha scritto:
Bisogna distinguere tra WorldCat.org - l'OPAC di WorldCat che rende visibili i record delle biblioteche che aderiscono al servizio WorldCat.org
- e "WorldCat" vero e proprio, ovvero il catalogo in cui viene eseguita la
catalogazione attraverso il servizio Connexion o CatExpress.
L’aggiornamento del catalogo di una biblioteca che aderisce a WorldCat.org può essere eseguito in varie modalità:
- sulla base di regolari aggiornamenti con frequenza concordata;
- utilizzando la catalogazione online di OCLC.
Se la scelta preferita per l’aggiornamento del posseduto è la catalogazione online, le interfacce disponibili possono essere scelte tra Connexion e CatExpress (servizi aggiuntivi a pagamento). Le biblioteche che preferiscono usare un client Z39.50 per la catalogazione devono inviare il posseduto a WorldCat via Z39.505 o via caricamento in batch.
Avete altre domande? Sabrina
Il 12/07/2013 12:04, Pierfranco Minsenti ha scritto:
Io sarei davvero molto grato a Sabrina Masoli e a quanti di Ifnet volessero spendere 10 minuti per spiegare se e come avviene la catalogazione partecipata in WorldCat. Mi pare che anche prima dell'attuale prodotto ci sia stata la possiiblità di catalogare direttamente in rete sul catalogo collettivo WorldCat. O per meglio dire: che cosa offre WorldCat:
- quello che so: cioè, dopo il grosos riversamento iniziale,
riversamento batch dal catalogo locale a WorldCat su base periodica, tipo 1 volta al mese, di records nuovi che per le biblioteche italiane aderenti viene fatta facendo un upload di file da una certa interfaccia web messa a disposizione di OCLC; 2) ma nel resto del mondo esistono altre possiiblità sul tipo di una catalogazione partecipata, diretta, non qualcosa che consissta in un irversamento batch di files di records?
Mi pareva che altrove esistessero forse dei client o moduli aggiuntivi che consentivano di inviare i records a OCLC già in fase di catalogazione.
Che informazioni ha IFNET in proposito per consentirci di avere una visuale comparata?
pierfranco
Il giorno 12 luglio 2013 11:55, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Friday, July 12, 2013 11:49 AM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché?
Cioè Beppe Pavoletti, dici che con l'Indice 1 non era possibileavere records solo in locale, solo sul catalogo di Polo, ma tutto, senza residui, doveva essere condiviso con l'Indice?
Se fosse possibile avere record solo in locale dipendeva dal software: ad esempio con Sebina era possibile, con SBN client/server no, ma siccome il flusso di dati previsto dall'architettura SBN era sempre dall'indice al polo (ogni catalogazione o modifica veniva registrata prima in indice e poi passata in polo, come del resto avviene anche ora per la catalogazione condivisa in indice), non c'era un metodo standard per mandare quei dati in indice.
Al massimo poteva esserci un programma che forniva delle funzionalità in questo senso, ad esempio emulando una catalogazione fatta a mano in indice.
Noi in SBN client/server non avevamo niente di questo genere. Anzi qualche volta succedeva che per un errore software o di rete una catalogazione figurasse in polo e non indice, e in questi casi l'unica soluzione era cancellarla e rifarla, perché in indice non si poteva mandare (per fortuna era un problema raro).
Beppe
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Scusandomi per il ritardo, cerco di rispondere brevemente a Pierfranco su Connexion.
Connexion è un software di catalogazione sviluppato e fornito da OCLC per lavorare direttamente in WorldCat (aggiungere, modificare, esportare record bibliografici e dati sul posseduto). CatExpress è un servizio di catalogazione di base per piccole biblioteche: http://www.oclc.org/en-europe/catexpress.html
Esistono due versioni di Connexion:
- Connexion Browser, disponibile via web (solo in inglese)
- Connexion Client, che richiede una installazione sulla workstation (Windows client)
- Lingue come il tedesco, giapponese, cinese e spagnolo posso essere scelte lato client
- Connexion Browser offre solo la possibilità di aggiungere fascicoli di periodici e posseduto in formato Marc 21 Holdings (tag 852-868).
- Connexion Client permette esportazioni solo in UT8 (codifica Unicode).
*Come funziona?* Connexion è uno strumento classico di catalogazione: attraverso questo servizio si ha accesso (con login/password) al database WorldCat completo (quasi 300 milioni di record).
Per evitare duplicati le biblioteche devono come primo passo fare ricerca in WorldCat per identificare l'eventuale record corretto corrispondente al volume da catalogare.
Connexion fornisce l'accesso da tutti gli indici di WC attraverso la ricerca semplice o avanzata:
http://www.oclc.org/support/services/worldcat/documentation/searching/search...
I record possono essere visualizzati in MARC 21. Una volta trovato il record giusto è possibile aggiungere dei tag al record master e sostituirlo, oppure aggiungere al record solo il simbolo della biblioteca in modo che gli utenti finali possano sapere qual è la biblioteca che possiede un documento. Il record può essere inviato ad un archivio e scaricato su una workstation o un server condiviso.
Se il bibliotecario non trova il record che gli interessa può derivare un record molto simile e modificare alcuni tag, oppure procedere con la creazione di un nuovo record.
Connexion è un software di catalogazione molto evoluto e altamente configurabile, e offre numerose opzioni di catalogazione come template, record locali, controllo bibliografico, controllo di autorità, classificazioni generate automaticamente, e molte altre opzioni per gestire la catalogazione di siti web, elaborazione batch, ecc.
* E 'possibile apportare modifiche a un record esistenti in WorldCat?* Sì, è possibile modificare un master record seguendo alcune regole. Bisogna bloccare, modificare e sostituire il record master esistente prima di aggiornare/completare il posseduto (aggiungendo il simbolo della biblioteca).
Ci sono regole specifiche per modificare i master record in WorldCat stabilite dalla comunità di esperti (Library of Congress, British Library, ecc.) per evitare la duplicazione dei record, e per proteggere alcuni tag che le biblioteche non sono autorizzate a modificare.
* Come posso modificare o aggiorna i dati sui miei titoli? Es. in caso di scarto.* E' possibile aggiungere, modificare o cancellare i dati sul posseduto in WorldCat (tag 852-868).
http://www.loc.gov/marc/holdings/echdhome.html
http://www.oclc.org/support/services/local-holdings/documentation/create_mai...
* Authority record* Le registrazioni di autorità (Autori, Enti, Soggetti, intestazioni geografiche, ecc) provengono da LoC e NACO. Tuttavia, è possibile aggiungere record d'autorità in WorldCat con Connexion Browser e Connexion Client.
Vi consiglio la documentazione in linea e i tutorial che danno una buona idea delle funzionalità di Connexion:
http://www.oclc.org/support/services/connexion.en.html http://www.oclc.org/support/training/portfolios/cataloging-and-metadata/connexion-client/tutorials/connexion-client-overview.en.html http://www.oclc.org/support/training/portfolios/cataloging-and-metadata/conn... http://www.oclc.org/support/training/portfolios/cataloging-and-metadata/connexion-browser/tutorials/connexion-browser-overview.en.html http://www.oclc.org/support/training/portfolios/cataloging-and-metadata/conn...
In Italia i clienti Connexion non sono molti ma ci sono. Per l'Europa chiedo a OCLC.
Saluti a tutti Sabrina
Il 12/07/2013 13:09, Pierfranco Minsenti ha scritto:
Grazie Sabrina Masoli. Ma per quale è la differenza tra i servizi Connexion o CatExpress? Inoltre: la cosa interessante è capire come sono paragonabili alle funzioni di catalogazione partecipata di SBN. Quindi:
- il loro uso significa che io con il mio software X creo una notizia
che sarà innanzitutto sul mio catalogo locale e che in tempo reale può apparire in WorldCat = catalogo collettivo, sia come notizia bibliografica che come notizia di posseduto? Ma come avvengono gli schiacciamenti tra la mio notizia e una identica che dovesse già si trovarsi in WorldCat nel caso in cui io possa inviare la mia in tempo reale?
Oppure:
- oppure si fa come in SBN: prima controllo se una notizia esiste in
WorldCat, se esiste la scarico sui mio catalogo (ma come? in tempo reale?) e poi ( macome?) in WorldCat aggiungo solo i dati del mio posseduto? Oppire il fato di scaricarla da WolrdCat fa in modo di aggiungere automaticamente in WorldCat l'indicazione della mia localizzazione? Se invece la notizia non dovesse esistere già in WolrdCat la creao e la invio seduta stante a WorldCat?
- e come è possibile fare modifiche a una notizia che è sì in
Worldcat ma magari è da correggere?
- e per quanto riguarda gli aggiornamenti dei dati di posseduto? Per
es. ho fatto scarto ed eliminbato dei libri: come faccio in tempo reale a far eliminare da WorldCat le notizie sul posseduto che ho eliminato?
- idem per quanto riguarda i serriali: aggiornare in wolrdcat le
notizie di consistenza
- e le notizie di autorità: autori, soggetti, classi, titoli
controllati: anche questi tipi di records possono essere creati e condivisi in tempo reale con WorldCat?
Infine: ci sono biblioteche in Italia che lavorano in WorldCat con i servizi Connexion o CatExpress? E in Europa?
pierfranco
Il giorno 12 luglio 2013 12:55, Sabrina Masoli <s.masoli@ifnet.it mailto:s.masoli@ifnet.it> ha scritto:
Bisogna distinguere tra WorldCat.org - l'OPAC di WorldCat che rende visibili i record delle biblioteche che aderiscono al servizio WorldCat.org - e "WorldCat" vero e proprio, ovvero il catalogo in cui viene eseguita la catalogazione attraverso il servizio Connexion o CatExpress. L'aggiornamento del catalogo di una biblioteca che aderisce a WorldCat.org può essere eseguito in varie modalità: 1. sulla base di regolari aggiornamenti con frequenza concordata; 2. utilizzando la catalogazione online di OCLC. Se la scelta preferita per l'aggiornamento del posseduto è la catalogazione online, le interfacce disponibili possono essere scelte tra Connexion e CatExpress (servizi aggiuntivi a pagamento). Le biblioteche che preferiscono usare un client Z39.50 per la catalogazione devono inviare il posseduto a WorldCat via Z39.505 o via caricamento in batch. Avete altre domande? Sabrina Il 12/07/2013 12:04, Pierfranco Minsenti ha scritto:Io sarei davvero molto grato a Sabrina Masoli e a quanti di Ifnet volessero spendere 10 minuti per spiegare se e come avviene la catalogazione partecipata in WorldCat. Mi pare che anche prima dell'attuale prodotto ci sia stata la possiiblità di catalogare direttamente in rete sul catalogo collettivo WorldCat. O per meglio dire: che cosa offre WorldCat: 1) quello che so: cioè, dopo il grosos riversamento iniziale, riversamento batch dal catalogo locale a WorldCat su base periodica, tipo 1 volta al mese, di records nuovi che per le biblioteche italiane aderenti viene fatta facendo un upload di file da una certa interfaccia web messa a disposizione di OCLC; 2) ma nel resto del mondo esistono altre possiiblità sul tipo di una catalogazione partecipata, diretta, non qualcosa che consissta in un irversamento batch di files di records? Mi pareva che altrove esistessero forse dei client o moduli aggiuntivi che consentivano di inviare i records a OCLC già in fase di catalogazione. Che informazioni ha IFNET in proposito per consentirci di avere una visuale comparata? pierfranco Il giorno 12 luglio 2013 11:55, Pavoletti Giuseppe Carlo <GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it <mailto:GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it>> ha scritto: ________________________________ From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it <mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it> [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it <mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it>] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Friday, July 12, 2013 11:49 AM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché? Cioè Beppe Pavoletti, dici che con l'Indice 1 non era possibile avere records solo in locale, solo sul catalogo di Polo, ma tutto, senza residui, doveva essere condiviso con l'Indice? Se fosse possibile avere record solo in locale dipendeva dal software: ad esempio con Sebina era possibile, con SBN client/server no, ma siccome il flusso di dati previsto dall'architettura SBN era sempre dall'indice al polo (ogni catalogazione o modifica veniva registrata prima in indice e poi passata in polo, come del resto avviene anche ora per la catalogazione condivisa in indice), non c'era un metodo standard per mandare quei dati in indice. Al massimo poteva esserci un programma che forniva delle funzionalità in questo senso, ad esempio emulando una catalogazione fatta a mano in indice. Noi in SBN client/server non avevamo niente di questo genere. Anzi qualche volta succedeva che per un errore software o di rete una catalogazione figurasse in polo e non indice, e in questi casi l'unica soluzione era cancellarla e rifarla, perché in indice non si poteva mandare (per fortuna era un problema raro). Beppe _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it <mailto:Bibliotecari@wikimedia.it> Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari _______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista:Bibliotecari@wikimedia.it <mailto:Bibliotecari@wikimedia.it> Configurazione utente:http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari_______________________________________________ Bibliotecari mailing list Invio messaggi in lista: Bibliotecari@wikimedia.it <mailto:Bibliotecari@wikimedia.it> Configurazione utente: http://mailman.wikimedia.it/listinfo/bibliotecari
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====================== *Susanna Giaccai - Firenze*
Il giorno 12 luglio 2013 11:02, Pierfranco Minsenti < pierfranco.minsenti@gmail.com> ha scritto:
Cari amici di Tropico, [..] La mia visuale è quindi sui due mondi e posso dire che mi ha insegnato che l'adesione a SBN è una cosa da valutare pragmaticamente: in certi casi può forse essere sensato stare fuori; in altri casi crea svantaggi. Dipende dalle situazioni, dalle persone, dalle opprotunità: insomma, da tanti fattori. L'importante è identificarli e capirli. [..]
penso che questa frase di Monsenti sia quella giusta.
Faccio 2 casi: Toscana: molte biblioteche pubbliche sono passate dall'uso in ogni biblioteca del sw ISIS (in information retrieval dll'UNESCO distrubuito da Regione Toscana), ad eccezione di un piccolo gruppo di biblioteche dei comuni attorino a Firenze che usavano TINlib (sw relazionale inglese) all'adozione a fine anni '90 di EasyCat di rete e nel 2008 sono entrate in SBN perchè la Regione Toscana lo ha imposto vincolando a ciò i finanziamenti.
Sistema bibliotecario del NordEst - una delle reti bibliotecari più vitali del nord ha cambiato diverse volte applicativo ma non credo sia entrata in SBN nonostante la Regione Lombardia abbia finanziato ampiamente il progetto SBN, ritengo perchè ha privilegiato le funzionalità del proprio serviio di biblioteca pubblica.
EmiliaRomagna: anche qui le biblioteche pubbliche sono entrate in SBN con Sebina perchè finanziate dalla Regione, che se non erro era e forse è tutt'ora, proprietaria di quote della società Data managment (agli inizi era una cooperativa)
E ricordo che negli anni '80 c'era molta polemica da parte delle biblioteche pubbliche verso il progetto SBN che si presentava come molto costoso e in cui esse non vedevano alcun beneficio.
Ciao Susanna
Il giorno 12 luglio 2013 10:20, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Ciao, una domanda per chi può rispondermi al volo: perché ci sono biblioteche che non hanno aderito al SBN? Che motivazioni hanno?
f
Tropico del Libro http://tropicodellibro.it | tweethttp://twitter.com/tropicodellibro | post http://www.facebook.com/tropicodellibro | immaginihttp://pinterest.com/tropicodellibro/ | bibliografia http://www.anobii.com/tropicodellibro/books | videohttp://www.youtube.com/user/tropicodellibro| presentazioni https://speakerdeck.com/tropicodellibro
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Perdita di visibilità e identità per le biblioteche specializzate con collezioni uniche. Obbligo di catalogazione secondo i dettami SBN.
Per esempio: se una biblioteca fa soggetti molto specifici, e investe tempo e denaro per questa attività, l'obbligo di uniformarsi a SBN fa perdere qualità ai dati (se in SBN trovi il tuo record già fatto aggiungi solo i tuoi dati di copia e perdi la specificità dei tuoi dati locali).
Anche la scelta dell'applicativo può influire, soprattutto se fatta in tempi in cui i vari sw non erano compatibili con SBN: i moduli per colloquiare con Indice2 costano (anche in termini di personale e risorse impiegate, formazione, ecc.)
Sabrina
Il 12/07/2013 10:20, Tropico del Libro ~ segnalazioni ha scritto:
Ciao, una domanda per chi può rispondermi al volo: perché ci sono biblioteche che non hanno aderito al SBN? Che motivazioni hanno?
f
Tropico del Libro http://tropicodellibro.it| tweet http://twitter.com/tropicodellibro |post http://www.facebook.com/tropicodellibro|immagini http://pinterest.com/tropicodellibro/|bibliografia http://www.anobii.com/tropicodellibro/books | video http://www.youtube.com/user/tropicodellibro |presentazioni https://speakerdeck.com/tropicodellibro
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________________________________
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Sabrina Masoli Sent: Friday, July 12, 2013 11:11 AM To: bibliotecari@wikimedia.it Subject: Re: [Bibliotecari] Biblioteche non in SBN, perché? Perdita di visibilità e identità per le biblioteche specializzate con collezioni uniche.
A mio parere questi sono soprattutto timori che qualche biblioteca può avere ma non sono fondati: la visibilità dell'opac dell'indice è superiore a quella di qualsiasi catalogo locale monobiblioteca, e per quanto riguarda l'identità, di solito nell'opac di polo si può selezionare per localizzazione, e comunque nessuno vieta ad una biblioteca SBN di crearsi un opac per proprio conto.
Obbligo di catalogazione secondo i dettami SBN.
Qualunque cosa una biblioteca scelga dovrà pure catalogare secondo un qualche criterio, quindi non capisco bene perché proprio l'obbligo di catalogare secondo SBN debba essere il motivo per non parteciparvi (se non dal punto di vista di chi vende software basato su MARC). Può darsi che qualcuno non abbia aderito perché non ha ritenuto idoneo SBN dal punto di vista della metodologia di catalogazione, ma ho il sospetto che non sia stata la motivazione più diffusa.
Per esempio: se una biblioteca fa soggetti molto specifici, e investe tempo e denaro per questa attività, l'obbligo di uniformarsi a SBN fa perdere qualità ai dati
Questo detto così non è vero, perché si possono comunque avere non solo soggetti, ma anche soggettari, tesauri e sistemi di classificazione solo di polo, per cui per quanto riguarda la semantica ogni biblioteca può seguire il metodo che ritiene necessario. Questi soggetti o classi non andranno in indice, ma non ci vanno neppure se la biblioteca sta fuori da SBN.
Possono esserci problemi se qualche polo ha una politica troppo restrittiva da questo punto di vista, e non accetta di creare soggettari o classificazioni locali, ma allora si tratta di una questione di organizzazione del polo più che di SBN in sé.
(se in SBN trovi il tuo record già fatto aggiungi solo i tuoi dati di copia e perdi la specificità dei tuoi dati locali)
Questo è vero per la parte descrittiva. Infatti, se si trova il record già fatto si può anche correggerlo per migliorarlo e completarlo (a meno che una biblioteca si dedichi a pratiche fuori dalle regole di catalogazione!), ma può non avere l'autorità per farlo, e anche se ce l'ha non è mai al riparo di correzioni successive.
Questa è una conseguenza che deriva dalla partecipazione ad un catalogo condiviso: se uno ritiene importante partecipare ad un tale catalogo l'accetta, altrimenti no.
Comunque sul piano tecnico qualcosa si può fare: la cosa più ovvia è creare catalogazioni locali, pratica che però dovrebbe essere limitata a casi particolari, altrimenti tanto vale stare fuori da SBN (qualche riflessione sull'argomento su https://pololig.wordpress.com/2011/06/23/catalogazione-locale/). Un'altra possibilità è quella di localizzare solo per possesso le catalogazioni di cui si vuole avere una versione locale. Non so però quali siano i software SBN che, nell'ambito della normale attività di catalogazione, permettano di scegliere notizia per notizia se localizzazione anche per gestione o per solo possesso (mi pare che Erasmo NET lo permetta ma non sono sicuro). In SbnWeb c'è una procedura per cancellare o aggiungere localizzazioni in indice, ma è concepita come attività di manutenzione per risolvere alcune situazioni particolari e non per essere usata ordinariamente in catalogazione.
Beppe
Le posizioni critiche su SBN e il suo cattivo modello di sostenibilità vengono censurate.
Leggiamo 2 interventi di Tommaso Giordano uno del 1997 e uno del 1999 dedicati alla creazione di un agenzia capace di autofinanziarsi e che gestisca SBN:
Per es.: Tommaso Giordano, SBN e oltre: Sfida tecnologica e nuove prospettive della cooperazione bibliotecaria, relazione al convegno: "10. Seminario Angela Vinay" L'AUTOMAZIONE DELLE BIBLIOTECHE NEL VENETO: tra gli anni '90 e il nuovo millennio, Venezia, 1999 http://www.aib.it/aib/sezioni/veneto/vinay10/giordano99.htm
Nella bibliografia su SBN creata dall'ICCU e aggiornata al 2012 non lo trovate, come l'altro suo intervento del 1997. Controllate a: http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/2013/Bibliografia...
e vi renderete conto che esiste un mondo SBN ufficiale che non ama né critiche né proposte. Neanche se vengono da uno dei fondatori.
pierfranco
Il giorno 12 luglio 2013 12:20, Pavoletti Giuseppe Carlo < GiuseppeCarlo.Pavoletti@regione.liguria.it> ha scritto:
From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Sabrina Masoli Sent: Friday, July 12, 2013 11:11 AM To: bibliotecari@wikimedia.it Subject: Re: [Bibliotecari] Biblioteche non in SBN, perché?
Perdita di visibilità e identità per le biblioteche specializzatecon collezioni uniche.
A mio parere questi sono soprattutto timori che qualche biblioteca può avere ma non sono fondati: la visibilità dell'opac dell'indice è superiore a quella di qualsiasi catalogo locale monobiblioteca, e per quanto riguarda l'identità, di solito nell'opac di polo si può selezionare per localizzazione, e comunque nessuno vieta ad una biblioteca SBN di crearsi un opac per proprio conto.
Obbligo di catalogazione secondo i dettami SBN.Qualunque cosa una biblioteca scelga dovrà pure catalogare secondo un qualche criterio, quindi non capisco bene perché proprio l'obbligo di catalogare secondo SBN debba essere il motivo per non parteciparvi (se non dal punto di vista di chi vende software basato su MARC). Può darsi che qualcuno non abbia aderito perché non ha ritenuto idoneo SBN dal punto di vista della metodologia di catalogazione, ma ho il sospetto che non sia stata la motivazione più diffusa.
Per esempio: se una biblioteca fa soggetti molto specifici, einveste tempo e denaro per questa attività, l'obbligo di uniformarsi a SBN fa perdere qualità ai dati
Questo detto così non è vero, perché si possono comunque avere non solo soggetti, ma anche soggettari, tesauri e sistemi di classificazione solo di polo, per cui per quanto riguarda la semantica ogni biblioteca può seguire il metodo che ritiene necessario. Questi soggetti o classi non andranno in indice, ma non ci vanno neppure se la biblioteca sta fuori da SBN.
Possono esserci problemi se qualche polo ha una politica troppo restrittiva da questo punto di vista, e non accetta di creare soggettari o classificazioni locali, ma allora si tratta di una questione di organizzazione del polo più che di SBN in sé.
(se in SBN trovi il tuo record già fatto aggiungi solo i tuoi datidi copia e perdi la specificità dei tuoi dati locali)
Questo è vero per la parte descrittiva. Infatti, se si trova il record già fatto si può anche correggerlo per migliorarlo e completarlo (a meno che una biblioteca si dedichi a pratiche fuori dalle regole di catalogazione!), ma può non avere l'autorità per farlo, e anche se ce l'ha non è mai al riparo di correzioni successive.
Questa è una conseguenza che deriva dalla partecipazione ad un catalogo condiviso: se uno ritiene importante partecipare ad un tale catalogo l'accetta, altrimenti no.
Comunque sul piano tecnico qualcosa si può fare: la cosa più ovvia è creare catalogazioni locali, pratica che però dovrebbe essere limitata a casi particolari, altrimenti tanto vale stare fuori da SBN (qualche riflessione sull'argomento su https://pololig.wordpress.com/2011/06/23/catalogazione-locale/). Un'altra possibilità è quella di localizzare solo per possesso le catalogazioni di cui si vuole avere una versione locale. Non so però quali siano i software SBN che, nell'ambito della normale attività di catalogazione, permettano di scegliere notizia per notizia se localizzazione anche per gestione o per solo possesso (mi pare che Erasmo NET lo permetta ma non sono sicuro). In SbnWeb c'è una procedura per cancellare o aggiungere localizzazioni in indice, ma è concepita come attività di manutenzione per risolvere alcune situazioni particolari e non per essere usata ordinariamente in catalogazione.
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Costi . Ciao Susanna
Susanna Giaccai invio da cellulare Il giorno 12/lug/2013 10:21, "Tropico del Libro ~ segnalazioni" < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Ciao, una domanda per chi può rispondermi al volo: perché ci sono biblioteche che non hanno aderito al SBN? Che motivazioni hanno?
f
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Per fare un esempio molto pratico, sui costi: nel 2003 (non nel 1985...) una biblioteca comunale medio-piccola pagava l'azienda in cui lavoravo per catalogare in SBN (romanzi eh, mica tesi di dottorato in fisica quantistica), in quanto i bibliotecari strutturati non erano in grado di farlo, e nella stessa biblioteca i prestiti venivano fatti sulle schedine rosse e blu. Alla fine molte biblioteche (o piccole, o piu' votate ai servizi agli utenti che alla catalogazione) hanno fatto una scelta, che all'epoca era piu' obbligata per i motivi che ha detto Pierfranco, oggi potrebbe essere rivista e convengo che sarebbe interessante fare un'inchiesta in tal senso. Ciao, Giovanna
Il 12 luglio 2013 11:12, giaccai@gmail.com ha scritto:
Costi . Ciao Susanna
Susanna Giaccai invio da cellulare
Il giorno 12/lug/2013 10:21, "Tropico del Libro ~ segnalazioni" segnalazioni@tropicodellibro.it ha scritto:
Ciao, una domanda per chi può rispondermi al volo: perché ci sono biblioteche che non hanno aderito al SBN? Che motivazioni hanno?
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Non sono d'accordo che i costi siano un fattore dirimente perché anche per questo la varietà di situazioni è molto ampia.
Innanzittuto: se parliamo delle biblioteche, non esiste una vera e propria voce di "costo" per aderire a SBN.
Perché? Vediamo che cosa inseriscono le biblioteche nel bilancio alla voce automazione: 1) pagamento di una quota annuale per manutenzione, assistenza, rilascio degli aggiornamenti: quindi costi legati al software che prescindono dal fatto che il software colloqui con l'Indice o meno; 2) eventuali costi per l'hardware (ma non necessariamente èerché esistono i contratti Sas: Software as a Service: è tutto in outsourcing, anche l'attrezzatura server: paghi quindi un servizio) 2) eventuali altre spese: a) se cambiano software: costi una tantum per la licenza e altre spese connese; b) costi per servizi: per es. se hanno bisogno di particolari interventio una tantum che solo la ditta può fare.
Dove sono i costi per SBN in più? Non ci sono.
Due esempi pratici: 1) nel Polo SBN di Venezia, che conosco, gli enti pagano una quota propozionale di adesione per l'uso del software e dei servizi della ditta. Se non facessero aprte del Polo dovrebbero pagarsi da sé un software e una ditta. Questo era per es. il caso dell'Unievrsità Ca' Fioscari prima di entrare nel Polo SBN. Pagava per la manutenzione annua la ditta fornirtice del software e ci metteva i propri server e i propri tecnici. Da desso paga una somma per un servizio Sass tutto compreso e in più usufruise della catalogazione partecipata su scala nazonale. Una biblioteca umanistica cattura un sacoc di records già fatti. Prima l'Uniervsità Ca' Foscari catalogavca tutto a mano: ogni singolo libro. È evidente che così la catalogazione è più lunga, crea disservizio e inoltre costa di più. Ma come dico: ognuno facci ale sue valutazioni, a patto che siano pragmatiche e non ideologiche o basate su simpatia/antipatia con le altre biblioteche del Polo ;-)
2) il Polo padovano di SBN è gestito dall'Università di Padova che usa un software diverso, internazionale, molto celebre. Anche la formula di acquisto è diversa da quella di Venezia: perché Padova non ha il software in uso con contratto Sass ma lo ha acquistato in licenza. Lo ha sui propri eserver e impegna il proprio eresonale per gestirlo. Poi come tutti paga una quota annuale alla ditta fornitrici. Ma lo dovrebbe fare comunque, anche se non fosse in SBN. Quindi in quel caso la somma dei costi annuali è: 1) ammortamento dei costi una tantum di licenza; 2) rinnovo annuale del contratto di assistenza; 3) hardware usato; 4) stipendi dei tecnici interni. Tutti costi che avrebbe comunque.
La voce costi per aderire a SBN salta fuori solo se una biblioteca (o sistema bibliotecario) che fino ad oggi non aderiva, decide di aderire. Quindi ha bisongo di un software che sia in grado di colloquiare con l'Indice SBN e di formare i catalogatori. Ma qui la spesa non è realmente per "aderire a SBN", quanto per canbiare software. È chiaro che ci si apsetta che una biblioteca non un software nuovo, non in grado di colloquiare con l'indice SBN, non decids di buttarlo per poter cambbiare software e aderire. In quesort caso se si lamentasse die costi in più, mi pare che sarebbe alquanto ingiustificata la lamentela.
Per riassumere: se parliamo delle biblioteche, non esistono i "costi per stare in SBN" perché oggi come oggi i costi sono tutti dovuti al tipo di software scelto e di gestione. E sono costi che ci sarebbero comunque. Semmai qil gravisismo difetto di tutto l'impianto SBN è proprio questo: i poli si autofinanziano e non danno nulla all'Indice che quindi si fa finanziare solo dal MiBAC. Eppure senza Indice i Poli potrebbero lavorare solo localmente, all'interno del singolo Polo, ma non su scala nazionale. Quindi l'infrastruttura nazionale fa comodo a tutti: ma la paga solo il MiBAC. Ma in qualsiasi cosa del genere, il principio è: pagano tutti quelli che usano, magari in proiporzione.,
Quindi il problema dei costi come è messo adesso non esiste per la biblioteca (ovvero: sono costi che avrebbe lo stesso, anche stando fuori da SBN), ma esiste per il Ministero perché fa da "Babbo Natale". E la sostenibilità del modello economico su cui si basa SBN è già stata mesa in discussione varie volte. Forse adesso non si potrà più fare finta di nulla.
Pierfranco
Il giorno 12 luglio 2013 11:12, giaccai@gmail.com ha scritto:
Costi . Ciao Susanna
Susanna Giaccai invio da cellulare Il giorno 12/lug/2013 10:21, "Tropico del Libro ~ segnalazioni" < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Ciao, una domanda per chi può rispondermi al volo: perché ci sono biblioteche che non hanno aderito al SBN? Che motivazioni hanno?
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From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Pierfranco Minsenti Sent: Friday, July 12, 2013 11:35 AM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché?
Per riassumere: se parliamo delle biblioteche, non esistono i "costi per stare in SBN" perché oggi come oggi i costi sono tutti dovuti al tipo di software scelto e di gestione. E sono costi che ci sarebbero comunque.
In base alla mia esperienza come responsabile di polo trovo impeccabili l'analisi e le conclusioni di Minsenti.
Aggiungerei solo che se ci fossero software liberi con supporto SBNMARC (il candidato più interessante potrebbe essere Koha) ci sarebbero anche dei vantaggi per quanto riguarda i costi di licenza.
C'è comunque SbnWeb che è gratuito ma non si può definire sw libero perché il Ministero non l'ha mai rilasciato con una licenza di questo tipo.
Semmai qil gravisismo difetto di tutto l'impianto SBN è proprio questo: i poli si autofinanziano e non danno nulla all'Indice che quindi si fa finanziare solo dal MiBAC. Eppure senza Indice i Poli potrebbero lavorare solo localmente, all'interno del singolo Polo, ma non su scala nazionale. Quindi l'infrastruttura nazionale fa comodo a tutti: ma la paga solo il MiBAC. Ma in qualsiasi cosa del genere, il principio è: pagano tutti quelli che usano, magari in proiporzione., Su questo sono un po' meno d'accordo: anche l'indice senza i poli non serve a niente, quindi non mi sembra irragionevole che i poli paghino la loro parte e lo stato paghi la struttura di livello nazionale.
Lo stato non è un partner tra tanti altri (come quando alcuni comuni si accordano per costituire un polo e ovviamente si dividono le spese, perché nessuno ha motivo di pagare anche per gli altri) ma è l'istituzione responsabile del paese nel suo complesso: cosa c'è di strano che gestisca direttamente un servizio di ambito nazionale e strategico per la cultura?
Degli inconvenienti che a mio parere creerebbe una agenzia autonoma ho già parlato recentemente su AIB-CUR (oltre che a suo tempo quando si facevano riunioni sull'argomento) quindi non ripeto qui le stesse cose, a meno che qualcuno non sia interessato.
Beppe
E' un antico pregiudizio. All'inizio il collegamento a SBN era molto costoso (soprattutto perché la gestione dei Poli era affidata ad aziende multinazionali che imponevano prezzi fuori mercato per componenti e sw) e il sistema catalografico era complesso su alcune parti: gestione delle opere in più parti, gestione dei periodici, gestione delle collocazioni delle opere in parti, servizi assenti, sono state le cose più complesse per chi usava SBN. I moduli dei servizi sono stati aggiunte molto più tardi. Ciò ha fatto preferire altri sw. La divisione, con larghissima approssimazione, è stata: SBN per le biblioteche pubbliche statali, perché in qualche modo obbligate dalla titolarità, Sebina per le reti che maggiormente utilizzavano servizi (rete emiliana, ad es., che è anche il luogo di sviluppo di Sebina) e descrizioni di oggetti di natura non libraria (es. grafica), Aleph per le accademiche. Ovviamente, ci sarebbe anche tanto altro da dire. Francesca (che è di parte perché preferisce SBN :-) )
Il giorno 12 luglio 2013 10:20, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Ciao, una domanda per chi può rispondermi al volo: perché ci sono biblioteche che non hanno aderito al SBN? Che motivazioni hanno?
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Grazie a tutti, vi posso citare cum grano salis in un pezzo?
Francesca Santarelli
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Il giorno 12 luglio 2013 14:58, Francesca Russo (GMAIL) < franca.russo@gmail.com> ha scritto:
E' un antico pregiudizio. All'inizio il collegamento a SBN era molto costoso (soprattutto perché la gestione dei Poli era affidata ad aziende multinazionali che imponevano prezzi fuori mercato per componenti e sw) e il sistema catalografico era complesso su alcune parti: gestione delle opere in più parti, gestione dei periodici, gestione delle collocazioni delle opere in parti, servizi assenti, sono state le cose più complesse per chi usava SBN. I moduli dei servizi sono stati aggiunte molto più tardi. Ciò ha fatto preferire altri sw. La divisione, con larghissima approssimazione, è stata: SBN per le biblioteche pubbliche statali, perché in qualche modo obbligate dalla titolarità, Sebina per le reti che maggiormente utilizzavano servizi (rete emiliana, ad es., che è anche il luogo di sviluppo di Sebina) e descrizioni di oggetti di natura non libraria (es. grafica), Aleph per le accademiche. Ovviamente, ci sarebbe anche tanto altro da dire. Francesca (che è di parte perché preferisce SBN :-) )
Il giorno 12 luglio 2013 10:20, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
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La cosa migliore sarebbe poter linkare questa conversazione, così a chi interessa il dettaglio può approfondire, visto che il mio pezzo non si focalizza su questo ma è un veloce report della presentazione dell'Indagine. Esiste un url di questa conversazione o è fantascienza?
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Il giorno 15 luglio 2013 12:38, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
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costoso (soprattutto perché la gestione dei Poli era affidata ad aziende multinazionali che imponevano prezzi fuori mercato per componenti e sw) e il sistema catalografico era complesso su alcune parti: gestione delle opere in più parti, gestione dei periodici, gestione delle collocazioni delle opere in parti, servizi assenti, sono state le cose più complesse per chi usava SBN. I moduli dei servizi sono stati aggiunte molto più tardi. Ciò ha fatto preferire altri sw. La divisione, con larghissima approssimazione, è stata: SBN per le biblioteche pubbliche statali, perché in qualche modo obbligate dalla titolarità, Sebina per le reti che maggiormente utilizzavano servizi (rete emiliana, ad es., che è anche il luogo di sviluppo di Sebina) e descrizioni di oggetti di natura non libraria (es. grafica), Aleph per le accademiche. Ovviamente, ci sarebbe anche tanto altro da dire. Francesca (che è di parte perché preferisce SBN :-) )
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Per me va bene, ma se si trattasse di una citazione da una mia mail ti chiedo la cortesia di farmela prima vedere e nel caso anche eventualmente un po' modificare. Questo anche perché in genere nelle mail scrivo di fretta e quindi è meglio poter rivedere.
Ogni post ha la sua URL: ma dovrebbe funzionare solo per gli iscritti.
ciao pierfranco
Il giorno 15 luglio 2013 12:38, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
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Il giorno 12 luglio 2013 14:58, Francesca Russo (GMAIL) < franca.russo@gmail.com> ha scritto:
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Il giorno 12 luglio 2013 10:20, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
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Ciao, qui trovi gli archivi della lista, ordinati per thread http://mailman.wikimedia.it/pipermail/bibliotecari/2013-July/thread.html#145...
Gli archivi della lista sono pubblici
Andrea -- Andrea Marchitelli marchitelli@gmail.com - Roma
Il 15 luglio 2013 12:47, Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com ha scritto:
Per me va bene, ma se si trattasse di una citazione da una mia mail ti chiedo la cortesia di farmela prima vedere e nel caso anche eventualmente un po' modificare. Questo anche perché in genere nelle mail scrivo di fretta e quindi è meglio poter rivedere.
Ogni post ha la sua URL: ma dovrebbe funzionare solo per gli iscritti.
ciao pierfranco
Il giorno 15 luglio 2013 12:38, Tropico del Libro ~ segnalazioni segnalazioni@tropicodellibro.it ha scritto:
Grazie a tutti, vi posso citare cum grano salis in un pezzo?
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Il giorno 12 luglio 2013 14:58, Francesca Russo (GMAIL) franca.russo@gmail.com ha scritto:
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Il giorno 12 luglio 2013 10:20, Tropico del Libro ~ segnalazioni segnalazioni@tropicodellibro.it ha scritto:
Ciao, una domanda per chi può rispondermi al volo: perché ci sono biblioteche che non hanno aderito al SBN? Che motivazioni hanno?
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Francesca, perché non ci mandi il pezzo? Chi vuole essere citato lo potrebbe dire espressamente dopo averlo letto
ciao! virginia
2013/7/15 Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com
Per me va bene, ma se si trattasse di una citazione da una mia mail ti chiedo la cortesia di farmela prima vedere e nel caso anche eventualmente un po' modificare. Questo anche perché in genere nelle mail scrivo di fretta e quindi è meglio poter rivedere.
Ogni post ha la sua URL: ma dovrebbe funzionare solo per gli iscritti.
ciao pierfranco
Il giorno 15 luglio 2013 12:38, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Grazie a tutti, vi posso citare cum grano salis in un pezzo?
Francesca Santarelli
Tropico del Libro http://tropicodellibro.it | tweethttp://twitter.com/tropicodellibro | post http://www.facebook.com/tropicodellibro | immaginihttp://pinterest.com/tropicodellibro/ | bibliografia http://www.anobii.com/tropicodellibro/books | videohttp://www.youtube.com/user/tropicodellibro| presentazioni https://speakerdeck.com/tropicodellibro
Il giorno 12 luglio 2013 14:58, Francesca Russo (GMAIL) < franca.russo@gmail.com> ha scritto:
E' un antico pregiudizio. All'inizio il collegamento a SBN era molto
costoso (soprattutto perché la gestione dei Poli era affidata ad aziende multinazionali che imponevano prezzi fuori mercato per componenti e sw) e il sistema catalografico era complesso su alcune parti: gestione delle opere in più parti, gestione dei periodici, gestione delle collocazioni delle opere in parti, servizi assenti, sono state le cose più complesse per chi usava SBN. I moduli dei servizi sono stati aggiunte molto più tardi. Ciò ha fatto preferire altri sw. La divisione, con larghissima approssimazione, è stata: SBN per le biblioteche pubbliche statali, perché in qualche modo obbligate dalla titolarità, Sebina per le reti che maggiormente utilizzavano servizi (rete emiliana, ad es., che è anche il luogo di sviluppo di Sebina) e descrizioni di oggetti di natura non libraria (es. grafica), Aleph per le accademiche. Ovviamente, ci sarebbe anche tanto altro da dire. Francesca (che è di parte perché preferisce SBN :-) )
Il giorno 12 luglio 2013 10:20, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Ciao, una domanda per chi può rispondermi al volo: perché ci sono biblioteche che non hanno aderito al SBN? Che motivazioni hanno?
f
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*If you think education is expensive, try ignorance. (Derek Bok)* *_________________________________________________* *Noi che volevamo la gentilezza, non potevamo essere gentili (B. Brecht)
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Concordo per la revisione da parte di chi e' eventualmente citato. Il tema e' complesso, una cosa e' quello che si scrive in lista (i cui archivi fortunatamente, come scrive AndreaM, sono pubblici) una cosa e' un pezzo finito, che necessariamente opera delle sintesi. ciao laura
Il giorno 15 luglio 2013 12:53, Virginia Gentilini < virginia.gentilini@gmail.com> ha scritto:
Francesca, perché non ci mandi il pezzo? Chi vuole essere citato lo potrebbe dire espressamente dopo averlo letto
ciao! virginia
2013/7/15 Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com
Per me va bene, ma se si trattasse di una citazione da una mia mail ti chiedo la cortesia di farmela prima vedere e nel caso anche eventualmente un po' modificare. Questo anche perché in genere nelle mail scrivo di fretta e quindi è meglio poter rivedere.
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ciao pierfranco
Il giorno 15 luglio 2013 12:38, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Grazie a tutti, vi posso citare cum grano salis in un pezzo?
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Il giorno 12 luglio 2013 14:58, Francesca Russo (GMAIL) < franca.russo@gmail.com> ha scritto:
E' un antico pregiudizio. All'inizio il collegamento a SBN era molto
costoso (soprattutto perché la gestione dei Poli era affidata ad aziende multinazionali che imponevano prezzi fuori mercato per componenti e sw) e il sistema catalografico era complesso su alcune parti: gestione delle opere in più parti, gestione dei periodici, gestione delle collocazioni delle opere in parti, servizi assenti, sono state le cose più complesse per chi usava SBN. I moduli dei servizi sono stati aggiunte molto più tardi. Ciò ha fatto preferire altri sw. La divisione, con larghissima approssimazione, è stata: SBN per le biblioteche pubbliche statali, perché in qualche modo obbligate dalla titolarità, Sebina per le reti che maggiormente utilizzavano servizi (rete emiliana, ad es., che è anche il luogo di sviluppo di Sebina) e descrizioni di oggetti di natura non libraria (es. grafica), Aleph per le accademiche. Ovviamente, ci sarebbe anche tanto altro da dire. Francesca (che è di parte perché preferisce SBN :-) )
Il giorno 12 luglio 2013 10:20, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Ciao, una domanda per chi può rispondermi al volo: perché ci sono biblioteche che non hanno aderito al SBN? Che motivazioni hanno?
f
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Concordo con gli altri :) e
Il giorno 15 luglio 2013 13:08, laura testoni laura.test@gmail.com ha scritto:
Concordo per la revisione da parte di chi e' eventualmente citato. Il tema e' complesso, una cosa e' quello che si scrive in lista (i cui archivi fortunatamente, come scrive AndreaM, sono pubblici) una cosa e' un pezzo finito, che necessariamente opera delle sintesi. ciao laura
Il giorno 15 luglio 2013 12:53, Virginia Gentilini < virginia.gentilini@gmail.com> ha scritto:
Francesca, perché non ci mandi il pezzo? Chi vuole essere citato lo
potrebbe dire espressamente dopo averlo letto
ciao! virginia
2013/7/15 Pierfranco Minsenti pierfranco.minsenti@gmail.com
Per me va bene, ma se si trattasse di una citazione da una mia mail ti chiedo la cortesia di farmela prima vedere e nel caso anche eventualmente un po' modificare. Questo anche perché in genere nelle mail scrivo di fretta e quindi è meglio poter rivedere.
Ogni post ha la sua URL: ma dovrebbe funzionare solo per gli iscritti.
ciao pierfranco
Il giorno 15 luglio 2013 12:38, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
Grazie a tutti, vi posso citare cum grano salis in un pezzo?
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E' un antico pregiudizio. All'inizio il collegamento a SBN era molto
costoso (soprattutto perché la gestione dei Poli era affidata ad aziende multinazionali che imponevano prezzi fuori mercato per componenti e sw) e il sistema catalografico era complesso su alcune parti: gestione delle opere in più parti, gestione dei periodici, gestione delle collocazioni delle opere in parti, servizi assenti, sono state le cose più complesse per chi usava SBN. I moduli dei servizi sono stati aggiunte molto più tardi. Ciò ha fatto preferire altri sw. La divisione, con larghissima approssimazione, è stata: SBN per le biblioteche pubbliche statali, perché in qualche modo obbligate dalla titolarità, Sebina per le reti che maggiormente utilizzavano servizi (rete emiliana, ad es., che è anche il luogo di sviluppo di Sebina) e descrizioni di oggetti di natura non libraria (es. grafica), Aleph per le accademiche. Ovviamente, ci sarebbe anche tanto altro da dire. Francesca (che è di parte perché preferisce SBN :-) )
Il giorno 12 luglio 2013 10:20, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
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Grazie a tutti, ho deciso di linkare direttamente il thread, per non fare torto a nessuno, dare a tutti (gli iscritti e quelli che si vorranno iscrivere) la possibilità di approfondire al livello preferito e pubblicare subito il mio pezzo, già "vecchio" di 4 giorni;)
Tra poco ve lo linko... f
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Il giorno 15 luglio 2013 12:53, Virginia Gentilini < virginia.gentilini@gmail.com> ha scritto:
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ciao! virginia
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Il giorno 15 luglio 2013 12:38, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
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costoso (soprattutto perché la gestione dei Poli era affidata ad aziende multinazionali che imponevano prezzi fuori mercato per componenti e sw) e il sistema catalografico era complesso su alcune parti: gestione delle opere in più parti, gestione dei periodici, gestione delle collocazioni delle opere in parti, servizi assenti, sono state le cose più complesse per chi usava SBN. I moduli dei servizi sono stati aggiunte molto più tardi. Ciò ha fatto preferire altri sw. La divisione, con larghissima approssimazione, è stata: SBN per le biblioteche pubbliche statali, perché in qualche modo obbligate dalla titolarità, Sebina per le reti che maggiormente utilizzavano servizi (rete emiliana, ad es., che è anche il luogo di sviluppo di Sebina) e descrizioni di oggetti di natura non libraria (es. grafica), Aleph per le accademiche. Ovviamente, ci sarebbe anche tanto altro da dire. Francesca (che è di parte perché preferisce SBN :-) )
Il giorno 12 luglio 2013 10:20, Tropico del Libro ~ segnalazioni < segnalazioni@tropicodellibro.it> ha scritto:
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From: bibliotecari-bounces@wikimedia.it [mailto:bibliotecari-bounces@wikimedia.it] On Behalf Of Francesca Russo (GMAIL) Sent: Friday, July 12, 2013 2:59 PM To: Lista di discussione per bibliotecari e wikipediani Subject: Re: [Bibliotecari]Biblioteche non in SBN, perché? La divisione, con larghissima approssimazione, è stata: SBN per le biblioteche pubbliche statali, perché in qualche modo obbligate dalla titolarità, Sebina per le reti che maggiormente utilizzavano servizi (rete emiliana, ad es., che è anche il luogo di sviluppo di Sebina) e descrizioni di oggetti di natura non libraria (es. grafica), Aleph per le accademiche. Ovviamente, ci sarebbe anche tanto altro da dire.
Anche nel contesto difficoltoso ben delineato da Francesca Russo, nell'ambito di SBN erano emerse alcune differenze.
Nell'estate 1991 avevo fatto visita a diversi poli SBN, uno per ciascuno dei quattro software allora in uso (quegli applicativi non avevano un loro nome, ma si indicavano con l'ambiente per cui erano stati progettati, ed erano: Bull, Unisys, IBM/Adabas, IBM/SQLDS) e avevo riscontrato, ad esempio, che alla Nazionale di Torino il pubblico non vedeva pressoché niente di SBN (si stava sperimentando una interfaccia amichevole per la ricerca, naturalmente a carattere), mentre nel Polo di Romagna mi avevano riferito di avere già terminali al pubblico in ogni biblioteca civica.
Ma il sistema nel suo insieme non era certamente orientato all'interazione col pubblico e il polo di Romagna era assolutamente all'avanguardia!
Una cosa che non è ancora stata citata ma che nei primi anni ha pesamente ostacolato e screditato SBN è stato il ritardo nella messa in funzione dell'indice, avvenuta solo alla fine del 1992, quindi circa sette anni dopo l'avvio dei primi poli. A causa della mancanza dell'indice, la catalogazione derivata esisteva quasi solo sulla carta, perché era possibile soltanto in polo, dove però la produttività era bassa per i limiti del sw e la lentezza degli sviluppi e quindi il materiale da recuperare era poco.
Un'altra storia interessante, che ha avuto effetti ambivalenti, è stata quella dell'applicativo SBN Unix/X-Totem. Commissionato dall'ICCU alla Finsiel e realizzato nel 1991/92 girava su server Unix (in particolare AIX della IBM) di fascia media e doveva abbattere fortemente i costi di gestione dei poli (X/Totem era il nome di un TP Monitor - una sorta di middleware - prodotto dalla Finsiel). In effetti i costi erano molto più bassi rispetto agli applicativi per mainframe ma il programma fu rilascato dall'ICCU alla fine del 1994 a quanto pare senza alcun serio collaudo ed era una catastrofe: era tanto instabile che qui da noi avevamo addirittura dovuto sospendere il corso per i bibliotecari perché non funzionava abbastanza neppure per quello, figuriamoci per lavorare sul serio. In seguito fu reso utilizzabile ma aveva caratteristiche mediocrissime e non piaceva e nessuno (era ben fatta solo la gestione dei soggetti), tanto che noi non l'abbiamo mai usato in produzione ma siamo passati direttamente a SBN client/server, a prezzo di quattro anni di ritardo.
Da una parte c'è da stupirsi che SBN sia sopravvissuto a sviluppi software gestiti in questo modo, ma dall'altra SBN X/Totem ha convinto alcuni (ad esempio noi) ad aderire ad SBN, e ha comunque mostrato che si potevano abbattere i costi di impianto e gestione dei poli, quindi il suo ruolo per certi aspetti è stato addirittura positivo, anche se non certo per i suoi pregi intrinseci, mentre per altri ha quanto meno contribuito a creare una cattiva immagine di SBN.
Bisogna riconoscere comunque che avventure come questa non si sono più ripetute, e lo sviluppo è stato gestito un po' meglio con client/server e molto meglio con SbnWeb, anche se i ritardi non sono mai mancati.
Tuttavia la cattiva immagine che si era fatto SBN nei primi anni ha continuato a pesare anche dopo che molti problemi erano stati risolti creando dubbi e sfiducia in biblioteche potenzialmente interessate.
Beppe Pavoletti
bibliotecari@liste.wikimedia.it